Fiscalità internazionale

La tassazione nel mondo

Tempo fa, ho avuto il piacere di essere intervistato dal collega Luca Taglialatela per il suo canale Youtube (l’intervista la trovi qui).

Nel corso dell’intervista, mi è stato chiesato quale fosse l’errore più comune che commettono i Clienti che si approcciano alla fiscalità internazionale e che quindi  vogliono costituire una azienda estera o delocalizzare quella italiana.

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Senza indugio ho risposto che l’errore più comune è quello di guardare soltanto al Tax rate, quindi all’aliquota che si paga in quella Giurisdizione, senza tenere in considerazione che alla tassazione dei redditi concorrono diverse componenti. Il tax rate di un paese è solo una di quelle componenti.

Sul web e sopratutto sui Social, impazzano consulenti di ogni tipo, molti dei quali specializzati sono in un paese, che a suon di proclami sulla convenienza di aprire una nuova società o trasferire quella italiana in quel paese, sbandierano la bassa percentuale di tax rate come se fosse l’unico parametro di cui tener conto.

Ma così, non è !

Infatti se sei una struttura locale e lavori solo in quel paese, è abbastanza normale che promuovi il tuo paese e la tua fiscalità, tendendo a far credere al tuo potenziale Cliente che oltre il tax rate non dovrà pagare più nulla ( imposte sui redditi personali, imposte da capital gain ecc.. ) nè tantomeno si dilungano su altri fattori, tipo presenza o meno di trattati contro la doppia imposizione, ad esempio.

L’interesse ultimo è quello di creare una società, farsi pagare per questo ed ovviamente poco importa se poi successivamente la società diventa assolutamente inservibile a causa di normative internazionali che o impediscono o rendono difficile e pericoloso il suo utilizzo.

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Chi come Dike Consulting, fa consulenza fiscale internazionale e lavora con diversi paesi, non ha alcun interesse a dirottare un Cliente verso un’unica destinazione.

Il nostro core business essendo basato sulla consulenza fiscale internazionale, tende a scegliere le migliori soluzioni per il Cliente, analizzando i suoi bisogni, il suo stato iniziale ed individuando successivamente la giusta soluzione.

La creazione e la costituzione di una struttura estera è solo la logica conseguenza di un lavoro e di un’approfondita analisi preliminare, ecco perchè è fondamentale per noi fare la consulenza personalizzata.

A tal proposito, con questo articolo vogliamo offrire ai nostri lettori una panoramica sui principali sistemi di tassazione applicati nel mondo, dividendoli in 3 categorie:

  • Territoriale
  • Di Residenza
  • Di Cittadinanza

Il più diffuso in assoluto è il sistema di tassazione di residenza, a seguire il sistema territoriale e infine il sistema di cittadinanza.

Questi sistemi si basano su filosofie diverse e mirano al raggiungimento di obiettivi diversi.

Generalmente i sistemi a tassazione territoriale sono di origine anglosassone, quelli di residenza, prevalentemente mondiali e quello di cittadinanza viene applicato principalmente dagli USA.

Le differenze tra i tre sistemi sono notevoli, vediamole insieme nel dettaglio.

La Tassazione Territoriale

Con questo tipo di tassazione vengono tassati esclusivamente in quello Stato i redditi dei soggetti non residenti ( siano essi persone fisiche o giuridiche ) che sono prodotti all’interno dello Stato stesso.

Sono esclusi da tassazione i redditi prodotti fuori dai confini dello Stato

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A livello internazionale, troviamo Hong Kong, Canada, Panama e le società USA

Qual’è l’obiettivo della tassazione territoriale ?

L’obiettivo del sistema territoriale è quello di attirare le aziende straniere sul proprio territorio e di fare cassa con le spese di gestione ( consulenti, spese amministrative, fitto di locali, assunzione di personale, ect ) oppure attirare il loro know how.

Come abbiamo detto conditio sine qua non per usufruire di tale regime fiscale è non produrre  redditto all’interno del paese. In quel caso i redditi prodotti all’interno di quel Paese saranno soggetti alle imposte locali.

Tecnicamente questa condizione viene chiamata ” resident but non domiciled” 

Ovviamente stiamo parlando in termini generali, perchè la condizione di resident but domiciled, varia da paese a paese, ed i suoi requisit sono molto diversi tra di loro.

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A titolo puramente esemplificativo, Hong Kong, applica una aliquota del 16,5% sui profitti di impresa alle società fiscalmente residenti che generano profitto all’interno dello Stato, mentre sono esenti da imposta i redditi prodotti all’estero.

La condizione di resident but domiciled, a Malta è particolarmente interessante per le persone fisiche in quanto questa paese non applica tassazione alle persone fisiche fiscalmente residenti nel proprio territorio, ad eccezione dei cittadini maltesi, che non svolgano attività produttiva all’interno dei confini nazionali.

Quindi, ad esempio se sei cittadino italiano, hai residenza fiscale a Malta e vendi consulenze ai tuoi clienti attraverso una società inglese, oppure una società panamense o meglio una società del Delaware  o della Florida non sarai soggetto a tassazione maltese sui redditi personali.

Interessante no ?

La Tassazione di Residenza

Questo sistema di tassazione è il più diffuso al mondo, soprattutto fra gli Stati europei.

I Paesi che adottano il sistema di tassazione di residenza, applicano una imposizione fiscale ai soggetti, persone fisiche o aziende, residenti nel proprio territorio sui redditi da questi generati ovunque nel mondo.

Tecnicamente questo tipo di tassazione viene conosciuta come  world wide taxation.

L’Italia è uno dei paesi che adotta il world wide taxation, ecco perchè se un cittadine italiano costituisce una società estera, gli utili derivanti dalla stessa devono essere dichiarati nel modello Unico.

E questo vale sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche.

Quindi ad esempio se si possiede un immobile all’estero come persona fisica ( con l’avvento del web e con le conseguenti proposte immobiliari, sono tanti gli italiani che anno e continuano ad investire “sul mattone” in altri Paesi ), il reddito generato da questo immobile sarà tassato in Italia a prescindere dallo Stato in cui si trova l’immobile.

La Tassazione di Cittadinanza

Questo sistema di tassazione è il meno diffuso al mondo, applicato infatti solo negli Stati Uniti e da un piccolo paese africano, l’Eritrea.

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I Paesi che adottano il sistema di tassazione di cittadinanza, applicano una imposizione fiscale a tutti i propri cittadini, a prescindere dallo Stato in cui questi essi sono residenti o in cui il reddito viene  da essi generato.

Come abbiamo detto prima, se sei cittadino di un Paese che applica il sistema di  world wide taxation ( ad esempio l’Italia ) e ti trasferisci la residenza in un altro paese, non avrai più obblighi con il fisco italiano ( peraltro l’Italia non prevede al momento nessuna Exit Tax  a differenza di altri paesi – vedi Germania  ).

Il discordo è molto diverso per un cittadino americano, il quale indipendentemente  dalla sua residenza verrà tassato dal Governo US per i redditi prodotti in qualunque parte del mondo.

Ecco spiegato il motivo per cui i cittadini americani benestanti, con attività internazionali,  spesso chiedono la doppia cittadinanza ( con conseguente rilascio del secondo passaporto ) e di contro il Governo degli Stati Uniti, monitora gran parte dei flussi finanziari attraverso il FACTA , in totale disarmonia con il resto del mondo che invece si affida al CRS.

Senza voler fare inutili polemiche, possiamo dire che gli Stati Uniti impongono agli altri Stati di collaborare, mentre sono molto restii a dare informazioni per quel che succede in casa loro. A tal proposito vi suggeriamo di leggere l’articolo Black list UE – Mancano gli USA

Per concludere

Concludendo, da quanto già scritto si deduce che, la maggior parte degli Stati al mondo applica il sistema di tassazione territoriale, il World Wide Taxation” per i propri residenti, mentre applica una tassazione territoriale, per i soggetti non residenti.

Anche l’Italia ha di recente introdotto lo status di ” resident non domiciled “, con l’intento di attrarre capitali stranieri.

La legge di Bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016) ha introdotto l’art. 24-bis del TUIR, disciplinante un nuovo regime per i soggetti c.d. res non dom in Italia. Sebbene ispirata alle esperienze “res non domiciled” già da tempo presenti in alcune giurisdizioni estere, tra le quali UK, Malta, Portogallo, la normativa italiana si discosta sensibilmente da tali modelli prevedendo un nuovo regime di residenza fiscale e di imposizione non basata sulla remittance, il che non la rende attrattiva rispetta ai paesi citati.

Ricordiamo che sui redditi prodotti all’estero, un aspetto fondamentale per evitare che si vada incontro ad una doppia tassazione ” Country of Recidence” + ” Country of Source”, giocano i trattati contro le doppie imposizioni.

Come avrete notato alla fine di questo articolo,  non esiste un sistema migliore di un altro dal punto di vista imprenditoriale. E’ tutto molto soggettivo e strettamente legato e influenzato dal proprio progetto di business e dalle proprie scelte di vita.

Io personalmente, prediligo il sistema di tassazione territoriale perché ti permette di abbattere la tassazione fino a cifre veramente irrisorie in maniera completamente lecita e legale, anche se tanti Paesi si stanno normando con misure restrittive per evitare l’applicazione di questo particolare status.

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Pur tuttavia, al momento, la tassazione territoriale è  un sistema validissimo e pienamente lecito e legale.

E’ diffuso in molti paesi al mondo: Hong Kong, Malesia, UK, Thailandia, Georgia, Libano, Malta, Panama, Paraguay, Belize, ed anche in Italia, come abbiamo già detto.

Ma anche i sistemi word wide taxation, prevedeono in taluni paesi aliquote molto interessanti: Ungheria, Bulgaria, Montenegro, Albania.

Creare una società, trasferendo la residenza in uno di questi Paesi, da enormi vantaggi, tra questi il carico fiscale, la dimenzione internazionale della vostra attività, la possibilità di interaggire con più paesi, la possibilità di usufruire delle zone franche.

Ricorda sempre che la fiscalità internazionale è una materia complessa che deve essere affrontata con i professionisti esperti del settore, per non incorrere in reati tributari e fiscali, sia in Italia che all’estero.

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L'autore è stato iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti dal 1991 al 2017. Nel corso della sua vita professionale è stato Amministratore Unico di diverse società, membro di CdA di aziende a carattere nazionale. Ha una lunga esperienza di commercio e di Fiscalità internazionale, tax planning e mediazione internazionale. Si occupo di : - partecipazione in società di capitali, anche di diritto estero con relativa intestazione fiduciaria di azioni quotate e non, quote di srl; - intestazione fiduciaria di gestioni patrimoniali; - intestazione, amministrazione e custodia di patrimoni, donazioni, legati e fondazioni, titoli e valori mobiliari, gestione di lasciti e di esecuzioni testamentarie, amministrazione di eredità, successioni ereditarie; - partecipazione e rappresentanza in assemblee dei soci, degli azionisti; - gestione dei diritti di proprietà intellettuale; - rappresentanza in trattative di natura commerciale, per acquisizioni in Italia ed all'Estero; - costituzione di Fondazioni di diritto italiano ed estero; - assunzione di cariche sociali di Società e Fondazioni - amministrazioni di Trust con funzioni di Protector; - Intermediazione internazionale per l'acquisto o la vendita di prodotti o servizi; - tax planning e creazione di società all'estero; - delocalizzazione di imprese italiane all'estero; - trasferimento di aziende all'estero; - Temporary Manager sia in Italia che all'estero per le aziende nostre Clienti Collaborazioni con primarie strutture finanziarie e bancarie Contatti: info.dike.consulting@gmail.com Facebook: @difendiltuopatrimonio

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