Fiscalità,  Fiscalità internazionale

I Giudici ed il Fisco faranno gli imprenditori

Ogni volta che si parla di fisco, si dice sempre la frase ” abbiamo toccato il fondo”, ma in realtà questo fondo si ha la sensazione che non lo si tocchi mai, oppure che la strada per toccarlo sia ancora lunga da percorrere.

Infatti a sconvolgere ulteriormente la già complicata normativa fiscale italiana, con riguardo alle norme antielusive e all’abuso del diritto, è arrivata sul finire dello scorso anno la sentenza della Corte di Cassazione n. 31772/2019, depositata il 5 dicembre 2019.

Ci siamo già occupati di abuso del diritto nell’articolo Esterovestizione ed abuso del diritto che vi invitiamo a leggere.

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Ma ritorniamo a questa sentenza, per dire che da ora in poi  i Giudici dovranno sindacare sulle scelte imprenditoriali dei contribuenti ( non si sa con quali competenze ), infatti la stessa recita, analizzando il caso di specie, che:  ” il Giudice di merito avrebbe dovuto valutare se l’operazione realizzata risultava elusiva…. premesso che avrebbe potuto conseguirsi il medesimo risultato in forme diverse.”

Secondo i Giudici di Piazza Cavour, “non si tratta di sindacare o comprimere i principi costituzionali di libertà d’impresa e di iniziativa economica, imponendo al contribuente una specifica misura di ristrutturazione… solo perché essa avrebbe comportato un maggior carico fiscale…. ma di evidenziare l’esistenza di possibili modalità alternative di realizzazione della medesima operazione economica, presupposto logico necessario della verifica della ragionevolezza, secondo logiche economiche e di mercato, delle forme con le quali l’operazione stessa è stata concretamente eseguita”.

In sostanza quanto affermato dagli Ermellini si potrebbe sintetizzare con il concetto che: sia l’Amministrazione che i Giudici, da ora in poi avranno il potere di valutazione anche economica delle operazioni poste in essere dall’imprenditore, così che se la scelta effettuata da quest’ultimo non è ritenuta (dal Fisco e dai Giudici) economicamente ragionevole, essa può essere disconosciuta per effetto delle disposizioni antielusive.

Ad avviso di chi scrive, si tratta di un paradosso tutto italiano. Infatti non è assolutamente compito nè del Fisco e né dei Giudici fare delle valutazioni economiche in relazione alle scelte dei contribuenti. Nè si ravvede, in tutta onesta, come sia l’Amministrazione che i Giudici possano entrare nel merito di scelte imprenditoriali o decidere al posto dell’imprenditore cosa è giusto o cosa non lo è, senza aver la minima idea nè preparazione, nè esperienza per fare il mestiere dell’imprenditore.

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L’Amministrazione, o i Giudici, di quali strumenti dispongono o disporranno per stabilire se una scelta imprenditoriale sia “conforme” o meno alle ” esigenze ” del Fisco ?

E per quale ragione l’imprenditore, in base a questo ragionamento contorto, dovrebbe  fare una scelta più onerosa per lui, ma molto più remunerativa per il Fisco ?

A questa ed altre domande, purtroppo non possiamo offrirvi risposta. Restiamo basiti anche noi davanti una sequenza indescrivibile di norme e di sentenze che invece che incentivare l’imprenditoria fanno di tutto per demonizzarla.

Poi nessuno si scandalizzi se gli imprenditori italiani fuggono per delocalizzare all’estero! Infatti a noi non sembra che i piatti della bilancia siano allineati perfettamente!!

Ricorda sempre che la fiscalità internazionale è una materia complessa che deve essere affrontata con i professionisti esperti del settore, per non incorrere in reati tributari e fiscali, sia in Italia che all’estero.

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L'autore è stato iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti dal 1991 al 2017. Nel corso della sua vita professionale è stato Amministratore Unico di diverse società, membro di CdA di aziende a carattere nazionale. Ha una lunga esperienza di commercio e di Fiscalità internazionale, tax planning e mediazione internazionale. Da oltre 20 anni ha fondato Dike Consulting, un network di studi professionali con 4 sedi ( Londra,Praga,Tirana, Malta ) e numerose collaborazioni con prestigiosi studi professionali nel mondo. Dike Consulting, assiste i Clienti esercitando le seguenti attività : - partecipazione in società di capitali, anche di diritto estero con relativa intestazione fiduciaria di azioni quotate e non. - intestazione fiduciaria di gestioni patrimoniali; - intestazione, amministrazione e custodia di patrimoni, donazioni, legati e Fondazioni. - partecipazione e rappresentanza in assemblee dei soci, degli azionisti; - gestione dei diritti di proprietà intellettuale; - rappresentanza in trattative di natura commerciale, in Italia ed all'Estero; - costituzione di Fondazioni di diritto italiano ed estero; - assunzione di cariche sociali di Società e Fondazioni - amministrazioni di Trust con funzioni di Protector; - Intermediazione internazionale per l'acquisto o la vendita di prodotti o servizi; - tax planning e creazione di società all'estero; - delocalizzazione e trasferimento di imprese italiane all'estero; - servizi di Temporary Manager sia in Italia che all'estero per le aziende nostre Clienti Collaborazioni con primarie strutture finanziarie e bancarie Contatti: info.dike.consulting@gmail.com Facebook: @difendiltuopatrimonio

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