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Operazioni sul c/c e controlli fiscali

Si fa sempre più aspra l’eterna battaglia tra i depositi in conto corrente  ed i controlli del Fisco. Infatti, il denaro versato sul conto corrente bancario di un professionista (ma anche di un privato cittadino) può essere esaminato dal fisco con lo scopo di accertare eventuali redditi non dichiarati. Ai sensi dell’articolo 32 del D.P.R. 600/1973, l’Agenzia delle Entrate, se nutre il dubbio che vi siano operazioni ritenute sospette, può richiedere alla banca “notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto o operazione effettuata” dal contribuente oggetto di controllo. In pratica, il fisco può controllare in qualsiasi momento il conto corrente bancario di qualunque cittadino.

E secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione (la sentenza n. 6947 del 17 marzo 2017), la riconducibilità dei versamenti effettuati dai professionisti, e più in generale, dai lavoratori autonomi sui propri conti correnti ai compensi dagli stessi percepiti è assistita dalla presunzione legale a favore del fisco.
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Cosa significa nello specifico? Secondo la Cassazione, la presunzione legale non necessita dei requisiti di gravità, precisione e concordanza tipici delle presunzioni semplici ed è superabile soltanto dalla prova contraria fornita dal contribuente !!

In altre parole il fisco può, per legge, presumere che versamenti e prelevamenti operati sui conti correnti bancari del contribuente siano imputati a ricavi conseguiti dallo stesso contribuente nell’esercizio della propria attività professionale, se il contribuente non riesce a dimostrare l’estraneità alla produzione del reddito (o di averne tenuto conto in fase di determina della base imponibile).

Sebbene è prassi ormai consolidata aprire conti correnti bancari da adibire esclusivamente all’attività professionale (per tenere separate le operazioni “commerciali” da quelle private), non è raro trovare professionisti che utilizzino ancora il conto corrente personale, anche cointestato con il coniuge, per versare gli assegni ricevuti per i pagamenti delle proprie prestazioni professionali o per pagare i modelli F24 delle tasse.

In questi casi, secondo la giurisprudenza, la suddetta presunzione legale e la conseguente inversione dell’onere della prova, si applicano non solo in caso di cointestazione del conto corrente bancario, ma anche nelle ipotesi di intestazione dei rapporti bancari a terzi che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente (salva ovviamente la prova contraria da parte dello stesso contribuente).

Se il reddito annuo del professionista oggetto di controllo non è tale da giustificare l’ammontare dei versamenti sul conto corrente, il fisco può presumere che si tratti di somme di denaro derivanti da attività svolte in nero, con la conseguente tassazione delle stesse, oltre all’applicazione di sanzioni e interessi.

Come difendersi allora nel caso di presunzione di evasione fiscale mossa dal fisco?
Per vincere la presunzione di evasione fiscale occorre dimostrare la provenienza legittima delle somme presenti nel conto corrente. In primis, per ogni operazione effettuata tramite conto corrente sarebbe opportuno compilare in maniera chiara la causale dell’operazione effettuata.

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È opportuno poi, che le diverse causali delle operazioni relative agli incassi professionali, contengano gli estremi (numero e data) della fattura/parcella alla quale si riferiscono, e ciò anche in caso di pagamenti frazionati o acconti su fatture.

Per le erogazioni di denaro effettuate tra familiari a titolo di donazione o a titolo di prestito infruttifero di interessi, al compimento dell’operazione, è buona norma sottoscrivere una scrittura privata tra le parti e conservarla. Il mio consiglio, in questo caso, è quello di dare data certa al documento, in modo tale che il fisco non possa sospettare che si tratti di una scrittura fatta all’occorrenza per giustificare un controllo fiscale.

Infine, è di estrema utilità conservare sempre copia delle ricevute, delle fatture e degli scontrini fiscali per giustificare prelevamenti e spese effettuate anche per conto di clienti (anche se rimborsate, meglio tenerne traccia). Questo perché, a differenza di quanto avviene con i versamenti, i prelievi di denaro non contengono una causale che col passare del tempo potrebbe aiutarci a ricordare fatti e operazioni compiute anni addietro.

Ricorda sempre che la fiscalità internazionale è una materia complessa che deve essere affrontata con i professionisti esperti del settore, per non incorrere in reati tributari e fiscali, sia in Italia che all’estero

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L'autore è stato iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti dal 1991 al 2017. Nel corso della sua vita professionale è stato Amministratore Unico di diverse società, membro di CdA di aziende a carattere nazionale. Ha una lunga esperienza di commercio e di Fiscalità internazionale, tax planning e mediazione internazionale. Da oltre 20 anni ha fondato Dike Consulting, un network di studi professionali con 4 sedi ( Londra,Praga,Tirana, Malta ) e numerose collaborazioni con prestigiosi studi professionali nel mondo. Dike Consulting, assiste i Clienti esercitando le seguenti attività : - partecipazione in società di capitali, anche di diritto estero con relativa intestazione fiduciaria di azioni quotate e non. - intestazione fiduciaria di gestioni patrimoniali; - intestazione, amministrazione e custodia di patrimoni, donazioni, legati e Fondazioni. - partecipazione e rappresentanza in assemblee dei soci, degli azionisti; - gestione dei diritti di proprietà intellettuale; - rappresentanza in trattative di natura commerciale, in Italia ed all'Estero; - costituzione di Fondazioni di diritto italiano ed estero; - assunzione di cariche sociali di Società e Fondazioni - amministrazioni di Trust con funzioni di Protector; - Intermediazione internazionale per l'acquisto o la vendita di prodotti o servizi; - tax planning e creazione di società all'estero; - delocalizzazione e trasferimento di imprese italiane all'estero; - servizi di Temporary Manager sia in Italia che all'estero per le aziende nostre Clienti Collaborazioni con primarie strutture finanziarie e bancarie Contatti: info.dike.consulting@gmail.com Facebook: @difendiltuopatrimonio

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